Il tablet in azienda: quando sostituisce il PC e quando no
Il tablet in azienda entra quasi sempre dalla porta di servizio. Qualcuno lo prende per una fiera, un tecnico lo usa per far firmare un rapportino, un commerciale lo porta dal cliente perché il portatile «è troppo». Funziona, si vede che funziona, e a quel punto arriva la domanda: perché non lo diamo a tutti al posto del computer?
È una domanda legittima. Ma la risposta non dipende dal tablet: dipende da cosa fa la persona che lo riceve.
Dove il tablet sostituisce il PC davvero
Ci sono ruoli in cui il tablet non è un compromesso, è lo strumento giusto — e il computer che sostituisce era già uno strumento sbagliato.
- Chi lavora in piedi. Magazzino, reparto, cantiere, sopralluoghi. Un portatile in piedi non si usa: si appoggia da qualche parte e si consulta. Il tablet si tiene in mano tutto il giorno.
- Chi raccoglie firme e foto. Rapportini, verbali di consegna, checklist di manutenzione. Qui il tablet chiude il giro sul posto invece di generare carta da ribattere in ufficio la sera.
- Chi mostra cose ai clienti. Cataloghi, configuratori, preventivi da sfogliare insieme. Uno schermo che si gira verso l'interlocutore vale più di uno schermo grande.
- Chi usa uno o due gestionali via browser e nient'altro. Se il lavoro vive dentro un'applicazione web, il resto del computer è peso morto.
Dove il tablet non sostituisce niente
- Chi scrive tutto il giorno. Amministrazione, preventivi, corrispondenza. Si può aggiungere una tastiera, certo — e a quel punto hai un portatile che costa come un portatile ma sta in piedi peggio.
- Chi lavora su file pesanti o su più finestre insieme. Confrontare due documenti, incollare da un programma all'altro, tenere aperto il gestionale e la posta: sul tablet ogni passaggio richiede un gesto in più.
- Chi ha bisogno di periferiche. Stampanti di etichette, lettori di smart card, scanner, chiavette di firma digitale. È la voce che fa saltare più progetti: si scopre a installazione fatta.
- Chi usa un software gestionale installato, non via browser. Se non esiste la versione per tablet, la discussione finisce lì.
Il costo che nessuno mette a preventivo
Sulla carta il tablet costa meno del portatile, e questo è vero. Il problema è che raramente resta da solo.
Quando il tablet si affianca al computer invece di sostituirlo, l'azienda si ritrova con due dispositivi per persona: due da configurare, due da aggiornare, due da mettere in sicurezza, due da recuperare quando qualcuno se ne va. E i file cominciano a esistere in due posti, che è il modo più rapido per lavorare sulla versione sbagliata.
Poi c'è il contorno, che sul tablet pesa più che altrove: la custodia robusta, la tastiera, il supporto da banco, la connessione dati per chi sta fuori, la gestione dei dispositivi. Prese una alla volta sembrano inezie. Messe in fila, spostano il conto parecchio più di quanto la scheda tecnica lasci immaginare.
La domanda da fare prima di comprarne dieci
Non è «tablet o computer». È: quante ore al giorno questa persona sta seduta a una scrivania?
Sotto le due ore, il tablet è probabilmente il dispositivo principale e il computer è quello di troppo. Sopra le sei, è il contrario. In mezzo c'è la zona grigia dove si decide caso per caso — e dove conviene provare su due o tre persone prima di decidere per tutti.
Provare, però, richiede di poterlo fare senza comprare. Con il noleggio operativo questa è la parte semplice: si mettono a canone due o tre tablet completi di accessori e assistenza, si guarda per qualche settimana chi li usa davvero e chi torna al computer dopo tre giorni, e poi si estende solo dove ha funzionato. Il canone è interamente deducibile, non immobilizza capitale, e alla scadenza i dispositivi tornano indietro invece di accumularsi in un cassetto — che è esattamente la fine che fanno i tablet comprati con entusiasmo e usati per un trimestre.
In una riga
Il tablet è un ottimo primo dispositivo per chi lavora in piedi e un pessimo secondo dispositivo per chi lavora seduto. Prima di sceglierlo, guarda dove sta la persona durante la giornata, non cosa costa l'oggetto.
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